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In un villaggio situato tra Nord Africa e Medio Oriente le donne del luogo devono compiere ogni giorno una lunga strada irta e ripida per giungere alla sorgente dell'acqua e procurarsene il necessario per vivere, in mezzo alla calura dell'entroterra mediterraneo che oltre a seccare la vegetazione locale, ha inaridito anche i cuori degli uomini, indifferenti alla loro fatica. A volte, però, il ritorno dalla sorgente non è privo di pericoli e capita spesso che alcune donne cadano e che quelle incinte perdano il bambino, venendo poi tacciate di essere sterili. Leila, giovane sposa venuta dal sud, decide di opporsi a questo stato di cose, e aiutata da una anziana quanto carismatica comare del villaggio e dalle altre mogli, inizialmente riluttanti, proclama lo "sciopero dell'amore". L'obiettivo dello sciopero, che lei stessa scoprirà nel corso degli avvenimenti, non è solo quello di rendere gli uomini più partecipi del miglioramento delle condizioni del villaggio, ma anche di una consapevolezza più profonda di ciò che significa essere donna.